Le tre proprietà che contano su una facciata

Prima ancora dei nomi commerciali, una pittura per esterni si valuta su tre parametri tecnici che si trovano nelle schede prodotto e che spesso sono in contrasto tra loro.

La combinazione ideale — alta traspirabilità e basso assorbimento d'acqua — è esattamente ciò che distingue i prodotti di fascia alta da quelli economici.

Le principali tipologie a confronto

Pitture acriliche

A base di resine acriliche in dispersione acquosa. Sono le più diffuse ed economiche, con buona resa cromatica e ottima adesione su fondi già pitturati. Il limite è la traspirabilità ridotta: formano un film relativamente chiuso, poco adatto su murature che devono smaltire umidità. Su edifici recenti e ben isolati funzionano bene; su murature vecchie o umide possono creare problemi di distacco.

Pitture silossaniche

Il compromesso tecnicamente più equilibrato per la maggior parte delle facciate. Le resine silossaniche creano una superficie fortemente idrorepellente — l'acqua piovana perla e scivola via — mantenendo però un'elevata permeabilità al vapore. Il risultato è una facciata che respira ma non assorbe pioggia, con buona resistenza allo sporco e alle alghe. È la scelta più frequente su edifici esposti a pioggia battente e clima umido, come gran parte della pianura padana.

Pitture ai silicati

A base di silicato di potassio, aderiscono al supporto minerale per silicificazione: si legano chimicamente all'intonaco invece di formare una pellicola sopra di esso. Massima traspirabilità, durata molto elevata e naturale resistenza a muffe e alghe grazie all'alcalinità. Sono la scelta d'elezione su intonaci minerali, edifici storici e interventi soggetti a vincoli. Richiedono però un fondo compatibile (non funzionano su vecchie pitture acriliche) e mano esperta nell'applicazione.

Pitture elastomeriche

Contengono resine elastiche capaci di allungarsi e "seguire" i movimenti del supporto, coprendo microfessurazioni fino a qualche decimo di millimetro. Sono indicate su facciate con cavillature diffuse dovute a ritiri o assestamenti. Il rovescio della medaglia è una traspirabilità molto bassa e una tendenza a trattenere lo sporco: vanno usate dove servono davvero, non come soluzione generica.

TipoTraspirabilitàIdrorepellenzaIndicata su
AcrilicaMedia-bassaMediaFacciate recenti, rifacimenti su acrilico
SilossanicaAltaMolto altaUso generale, climi umidi e piovosi
SilicatiMolto altaMedia-altaIntonaci minerali, edifici storici
ElastomericaBassaAltaFacciate con microfessurazioni

La preparazione conta quanto il prodotto

Su una facciata la fase preparatoria pesa spesso più della pittura stessa. Il ciclo corretto prevede lavaggio (idropulitrice a pressione controllata) per rimuovere sporco, smog e depositi; rimozione meccanica delle parti incoerenti e delle vecchie pitture sfarinanti; trattamento antialga e antimuffa dove sono presenti colonie biologiche; ripristino delle zone di intonaco ammalorato; e infine applicazione di un fondo consolidante o isolante compatibile con la pittura scelta. Saltare uno di questi passaggi significa quasi sempre vedere il lavoro degradarsi molto prima del previsto.

Compatibilità dei cicli

Non tutte le pitture si possono sovrapporre tra loro. Un silicato non aderisce su un vecchio strato acrilico, e un elastomerico su un fondo sfarinante si stacca portando via il supporto. Verificare cosa c'è sotto è il primo passo di qualsiasi rifacimento di facciata.

Condizioni climatiche di applicazione

Le pitture per esterni hanno finestre applicative precise, in genere tra +5 °C e +35 °C con umidità relativa inferiore all'80%. Applicare sotto il sole diretto d'estate provoca essiccazione troppo rapida, con perdita di adesione e segni di ripresa visibili; applicare in tarda stagione con rischio di gelo notturno compromette la formazione del film. Anche l'imminenza di pioggia è un fattore: molti prodotti richiedono almeno 24-48 ore di asciutto dopo l'applicazione.

Ogni quanto va rifatta una facciata

Indicativamente, un ciclo acrilico di buona qualità dura 8-10 anni, un silossanico 12-15, un silicato anche oltre 15-20 anni su fondi idonei. Ma la durata reale dipende molto dall'esposizione: il lato nord, più umido e meno soleggiato, tende a sviluppare alghe e muschi prima degli altri, mentre il lato sud subisce maggiore stress da raggi UV e sbalzi termici. Un controllo visivo ogni 3-4 anni permette di intervenire con manutenzioni leggere invece di arrivare al rifacimento completo.